La tecnica e la procedura di realizzazione della piega hanno un peso importante per la perfetta deformazione permanente della lamiera attraverso la flessione.

Scopriamo le principali tipologie di piegatura della lamiera CONIATURA e PIEGATURA IN ARIA.

 

 

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La piegatura è una particolare tipologia di lavorazione dei metalli che, attraverso un’azione meccanica, deforma il foglio di lamiera applicando una forza esterna maggiore della resistenza del metallo. La pressione applicata sagoma la lamiera oltre il punto limite di elasticità del metallo fino a deformarlo plasticamente.

Piegare la lamiera, soprattutto con l’utilizzo di una pressa piegatrice, è uno dei sistemi più veloci, versatili ed economici per eseguire prototipi e lotti di prodotto anche in piccolissime serie, per questo è uno dei sistemi più utilizzati sia in carpenteria leggera – per carteraggi, mobilio metallico, elettrodomestici, arredamento da interno ed esterno, fino alla produzione di macchine di qualsiasi tipo anche aeronautica e aerospaziale – sia in carpenteria pesante con la produzione di elementi strutturali per l’edilizia civile e industriale, pali per il settore energetico e telecomunicazioni.

 

Le presse piegatrici operano in direzione verticale utilizzando utensili superiori ed inferiori progettati per piegare la lamiera secondo una o più di 2 tipologie principali: CONIATURA e PIEGATURA IN ARIA (O SU TRE PUNTI); la piegatura in aria, a sua volta può essere distinta fra piegatura PARZIALE e A FONDO MATRICE (BOTTOMING)

 

 

 

Coniatura – Questa tecnica si basa sull’utilizzo di un punzone e di una matrice con angolo pari all’angolo di piegatura che si vuole ottenere (generalmente  90°). Applicando una pressione elevata si costringe il punzone a “stampare” la lamiera, pressandola contro tutta la superficie interna della matrice. Nella coniatura punzone e matrice devono avere il medesimo angolo di inclinazione per consentire di “coniare” la lamiera eliminando completamente il ritorno elastico.

Questa tecnica, precisa e perfettamente replicabile, è particolarmente adatta per la creazione di angoli a 90° su lamiera sottile. Tra i lati negativi è da citare la necessità di utilizzare utensili diversi per ogni angolo desiderato e quella di utilizzare una forza di piegatura elevata, tela da renderla praticamente impossibile oltre un certo spessore.

 

 

 

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Piegatura in aria – La caratteristica comune di questa tipologia di piegatura è rappresentata dal fatto che la lamiera viene in contatto solamente con tre punti: la punta del punzone e le due spalle della matrice; a seconda di come viene gestita la corsa del punzone nella matrice, possiamo avere due specifiche modalità di piegatura in aria:

Piegatura in aria parziale –  Consente di ottenere uno specifico angolo di piega in base alla penetrazione del punzone all’interno della matrice; l’ampiezza della matrice, oltre ad avere influenza sulla pressione necessaria per piegare la lamiera (a parità di spessore e tipologia di lamiera utilizzata, matrici più larghe opporranno minore resistenza all’avanzamento del punzone) determinano anche la dimensione del raggio interno della piega

La tecnica della piegatura in aria parziale consente l’utilizzo di una pressione notevolmente inferiore rispetto ad altri metodi di lavorazione permettendo di plasmare anche le lamiere di grosso spessore, inoltre permette di ottenere angoli diversi sfruttando i medesimi utensili.

Di contro la piegatura ad aria non è così precisa nell’individuare il punto di corretta penetrazione del punzone per compensare il ritorno elastico, quindi, per garantire un elevato standard qualitativo, necessita di una pressa piegatrice ad alta tecnologia.

 

 

 

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Piegatura in aria a fondo cava (Bottoming) – È un tipo particolare di piegatura in aria, una sorta di compromesso fra la coniatura e la piegatura in aria vera e propria. Questa tecnica, generalmente applicata solo per ottenere pieghe ad angolo retto, prevede di utilizzare un punzone con angolo di punta inferiore all’angolo della matrice e richiede che il punzone penetri all’interno della matrice fino a che la sua punta comprima la lamiera contro la base della cava e ne provochi la flessione, forzandola a piegarsi ad un angolo inferiore a quello della matrice. Anche in questo caso l’ampiezza della matrice ha influenza sulla pressione necessaria per iniziare a piegare la lamiera ma, a causa della necessita di forzare la lamiera contro la base della cava matrice, è comunque necessario applicare una pressione maggiore rispetto alla piegatura in aria parziale. Inoltre la spinta del punzone all’interno della piega determina la dipendenza del raggio interno di piega dal raggio di punta del punzone e non più dall’ampiezza della matrice

La tecnica della piegatura in aria a fondo cava è stata, in ordine cronologico, la prima soluzione alternativa alla coniatura, perché consentiva di superare i limiti di pressione imposti dagli spessori più elevati. La dimensione angolare richiesta, e il recupero del ritorno elastico tipico di ogni lamiera, vengono ottenute “giocando” sulla flessione della lamiera (ritorno elastico negativo) causata dalla pressione della punta punzone al centro dell’angolo ottenuto a fine corsa.

Il fatto di non richiedere un elevato controllo della corsa punzone, rende questa tipologia di piegatura ancora molto utilizzata.

 

 

 

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Altre tipologie di piegatura

Schiacciata o Appiattimento – La tecnica dell’appiattimento si articola in due fasi: una pre-piega a 26°-35° (ottenuto tramite piega in aria) e la successiva schiacciatura in cui la lamiera viene completamente o parzialmente schiacciata.

La tecnica dell’appiattimento – per cui vengono impiegate specifiche presse – permette di ottenere rigidità.